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Spesso, di fronte ad un buon cocktail, nascono anche le migliori idee. E l’Imbibe è ormai anche location di queste brillanti intuizioni, se non diretto protagonista. E’ il caso di Mattia Trabalza, folignate, studente di Arti multimediali e tecnologiche all’Accademia di Belle Arti di Roma, che, con la foto realizzata alle luci dell’Imbibe, si è classificato primo in un concorso, vincendo il premio “Limen Arte” per la sezione foto. Concorso bandito dalla Camera di Commerci di Vibo Valentia e dal Museo d’arte contemporanea di Vibo.

La foto non tradisce la competenza e la complessità di Mattia, giovane estroso e pieno di inventiva. Già il titolo dice tutto: “Ambizione”. Tre le immagini che si vedono, dove in ognuna c’è la lampada e Mattia. In quella centrale Mattia è aggrappato alla lampada, in quella destra cade con la lampada rotta e in quella destra Mattia è lontano dalla luce ma sta cercando di arrivarci. Facile la similitudine tra la lampadina e l’idea. “L’opera – dice Mattia – costituita da tre nuclei visivi centrali, rappresenta il rapporto che intratteniamo con l’idea. Le idee, qui illustrate con il suo simbolo più tradizionale, una lampadina accesa, nascono, si sviluppano nell’accudimento che riserviamo loro, o si spengono, vengono cancellate, o sostituite. Così, ad un’idea ci si può aggrappare, in un abbraccio quasi protettivo, che indica non solo l’attenzione che poniamo nel coltivarla, ma anche l’intimità della relazione. La nostra idea, dove il “nostra” non vuole essere solo sinonimo di proprietà, ma anche, e forse soprattutto, di “sguardo rivolto a”. Ma nella dinamica realtà contemporanea, tutto è veloce, rapido, al limite della percezione effimera, e repentine nel sostituirsi sono anche le idee. Che sia per una nostra rielaborazione intellettuale, che le migliora o sostituisce, o per mano della vita e delle persone che incontriamo, che riversano su di noi carichi di sfiducia e di critiche, le idee cessano di essere quello che sono. Si spengono, o nel migliore dei casi mutano, ma comunque cambia la loro identità. E per chi le possiede, questo infrangersi della lampadina può significare il precipitare nello sconforto, un momento di disagio dovuto alla consapevolezza della fine di un percorso, che può certamente ripartire, ma da altre vie del tutto sconosciute, e che il più delle volte, temiamo di intraprendere. Esiste, però, una terza via, la prima proposta da quest’opera. Quella del sonno dell’idea. Qui l’idea non viene distrutta dalla dinamicità del mondo, non cade sotto i colpi della difficoltà. Semplicemente, resta latente, e proprio per questo, sempre presente, seppur non in primo piano. Questo è qui rappresentato con l’immagine della scalata. Il salire presuppone sempre una base da cui si sale, e la base è l’idea, emarginata temporaneamente dalle priorità di una vita dove tutto deve accadere all’insegna del “subito”. Una base che pur dallo sfondo su cui viene relegata non cessa di illuminare, e a cui possiamo continuare a guardare con speranza, come ad una promessa di ritorno.”

E’ stato tutto realizzato attraverso la manipolazione dell’immagine con Photoshop. Dimensioni: W: 150cm H: 70cm Numero Edizione: 1.

L’opera, nata dalle luci dell’Imbibe, è in mostra a Foligno presso la concessionaria “Scuderia Fortezza”, in via Lago Trasimeno 8. Oltre a quelle di Mattia ci sono anche le opere di Laura Procopio,Samuele Strati,Paola ValliEmanuele Dura,Umberto Tamburrino,Michael Mancini,Silvia Sciarra,Emily Luchini,Beatrice Bellezza, e Eleonora Rosati. Le opere saranno visibili fino alla fine del mese di giugno.