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Secondo appuntamento delle interviste di Imbibe, con il maestro Patrick Pistolesi, “l’antropologo della notte”. Grazie per la disponibilità e a presto.

Patrick Pistolesi

Data di nascita: 31/10/1978

Segno Zodiacale: Scorpione

Origine: Italo – Irlandese, papà romano e mamma irlandese

La voce di Patrick Pistolesi racconta più di quello che dicono le sue parole, scandite con tono pacato e pungente. Uno che la sa lunga, un punto di riferimento, un maestro per tanti giovanissimi che hanno lavorato con lui e che hanno avuto modo di collaborare con lui. Un barman che si è fatto da solo, con una notevole carriera alle spalle caratterizzata da sacrifici e riconoscimenti, e che ora ha lanciato il suo “Drink Kong”. Un professionista dotato anche di grande umiltà, la caratteristica dei grandi.

Come hai iniziato?

Per caso. Mentre studiavo, facevo il cameriere in un pub come tanti altri ragazzi. In una occasione un amico, in una serata in cui si era festeggiato, aveva sentito che qualcuno cercava un barman e, più per gioco che per altro, mi aveva proposto. Io non mi sono tirato indietro, ma non ero barman. Da lì il tutto, mi sono inventato un lavoro e sono stato fortunato.

Dove lavori?

Il mio locale è il “Drink Kong”, un posto che sono riuscito ad aprire dopo 20 anni di carriera e che si compone di 300 metri quadrati e tre sale. Un paradiso dove cerchiamo di spingerci ai limiti dell’avanguardia.

Qual è la parte del tuo lavoro che ami di più?

Il contatto con le persone. E’ come quando si è fidanzati: si litiga e magari c’è la giornata no, ma comunque è un qualcosa che mi rende felice e mi dà una profonda soddisfazione. Dopo 20 anni di mestiere, credo di essere diventato un antropologo, registro i comportamenti del genere umano. Devi capire le sfumature dell’uomo della notte. Il giorno regna l’omologazione, ognuno è l’etichetta che rappresenta: l’avvocato, il banchiere…la notte la gente non lavora e diventa Marco, Giulio….entrano e ti permettono di entrargli in contatto con lo spirito.

Consideriamo poi che l’alcol costa meno dello psicologo e per questo diventa un rimedio.

Quanto tempo dedichi alla ricerca?

E’ la metà del mio lavoro. La mia vita è dedicata alla ricerca e all’osservazione. Da Drink Kong il giorno facciamo tutto il lavoro di preparazione, che spesso può arrivare anche a sei ore. La preparazione, insieme alla ricerca, sono parti fondamentali. La sera invece ci dedichiamo solo a coccolare i clienti.

Il successo o la soddisfazione più grande nel tuo lavoro

Aprire il mio locale è un grande punto di arrivo, ma anche di partenza per proseguire la mia attività. E’ una grande soddisfazione vedere il proprio lavoro apprezzato, con la stima dei clienti ma anche con le gare vinte. Sono contento di essere riconosciuto come un valido rappresentante del mestiere, che è di grande sacrificio. Io questo peso però non lo sento, io non saprei fare altro.

La figuraccia più grande che hai fatto?

Se ne fanno tante. Ho sbagliato sicuramente molti drink. La figuraccia che ricordo con più simpatia è una di quelle che feci da ragazzino. Entrò una ragazza bellissima, subito iniziai a pensare che dovessi attirare la sua attenzione in qualche modo, in maniera geniale, per rimanerle impresso. Lei mi chiese un “Bayles con ghiaccio” e io, troppo preso dai miei film mentali risposi: “No, ma dammi del tu”.

Cosa bevi di solito?

Tre cose principalmente: tequila, il venerdì e sabato, il gin tonic spesso e l’Old fashioned in inverno.

Come vedi i colleghi? Sono competitor o amici?

Con quelli che collaborano con me, costituiamo una grande squadra. Gli altri sono professionisti nei confronti dei quali c’è però una grande amicizia e sana competizione. Quando ho iniziato io c’era vodka scadente e bicchieri di carta. Se l’asticella è alta, tutti potremmo crescere sempre di più.

Proseguiamo l’Imbibe Challenge: scegli tu chi sarà il protagonista della prossima intervista di Imbibe

Faccio il nome del maestro Antonio Parlapiano, perché fa ridere e soprattutto perché è un’enciclopedia vivente. L’esempio di genio e sregolatezza.

I barman sono ormai di moda. Che direzione sta prendendo questo lavoro, secondo te?

Si alza l’asticella in un mestiere che è di sacrificio. In questo senso devo dire che questo lavoro è un mestiere che ti sceglie, se lo fai per moda ti spezza, ti troverà e ti spezzerà.

Un detto popolare dei tuoi luoghi o il tuo motto

Dallo e dallo se piega pure il metallo

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Non conosco voi ma verrò a trovarvi.  Conosco la famosa rivista specializzata e ho l’onore di esserci finito alcune volte. Così come ho l’onore di essere finito nel vostro blog.